domenica 22 gennaio 2012

Chi si diverte e chi non può farlo

Ne vengo da una settimana di intenso alternarsi tra calcio e sport invernali. Per il primo, si tratta di una settimana di sensazioni contrastanti, di due partite viste allo stadio (Juve-Cagliari e Samp-Livorno), e quattro viste in tv. Per gli altri, il dovere (e il piacere, perché no?) di seguire i Giochi Olimpici dei Giovani, che oggi si chiudono in Tirolo.

Il divertimento può stare nell'essere lì, ed è normale quando si ama lo sport (o il gioco, se volete, trattandosi di football). Il divertimento, e qui mi sorprendo a scriverlo, è guardarlo alla tv, se lo spettacolo è vero e curato.



Domenica scorsa sono stato ospite di Sky allo Juventus Stadium: ho goduto dei privilegi concessi agli ospiti degli sky box dell'unico stadio italiano a cinque stelle, ho potuto vedere la partita dalla tribuna e i replay in uno schermo poco dietro le mie spalle, ma soprattutto ho visitato un impianto modello. Ci sono anche lì le code agli ingressi e ai bagni, e anche lì puoi sentire freddo se la temperatura è vicina allo zero. Per tutto il resto, è un'esperienza unica, che fa capire meglio di qualsiasi tesi di laurea quanto sia distante il (resto del) calcio italiano dal migliore calcio europeo. Da spettatore (semi) neutrale, ho dovuto riconoscere che la Juve ha lo stadio migliore in Italia (e ne ho girati tanti, posso assicurare).

In fondo, non ho dovuto aspettare molto per avere conferma di quanto scritto poc'anzi. Venerdì sera, Samp-Livorno, stadio "Ferraris". Lo scempio sul rettangolo verde è ormai la reiterazione di un reato, omicidio (volontario) di massa dell'orgoglio sampdoriano. A condire tutto questo, resta sempre sullo sfondo uno degli stadi peggio concepiti per Italia '90. Si dirà: ma il Ferraris ha storia, e poi la partita si vede bene perché non c'è la pista di atletica. A costoro, consiglio di vedere una volta almeno lo stadio di cui parlavo all'inizio. Per i fissati, invece, un giro dallo psicanalista può far bene.

Fin qui, la parte live della settimana. La parte media, invece, ha visto un carico di gioco del calcio come non se ne vede in alcuno stadio della Penisola. Nell'ordine, ho seguito: Norwich-Chelsea, Schalke-Stuttgart, Bolton-Liverpool e Man City-Tottenham. Tre partite di Premier, una di Bundes, un solo 0-0 (dei blues), 13 gol segnati negli altri tre incontri. Non tifo davvero per nessuna di queste squadre, mi è vagamente simpatico il City per Mancini (e per mio fratello, lui si tifoso dei Citizens), ma quanto ci si può divertire quando il calcio è ben giocato sul serio! Anche alla tv è così, e sarà pure una bestemmia per chi crede nella presenza fissa sugli spalti, neve, sole, vento che sia. Ma chi può si diverte.

Chi purtroppo non si diverte è il tifoso blucerchiato, quando guarda la sua squadra. Ahinoi, ci trasciniamo così da troppo tempo, e in modo troppo crudele per poter sopportare ancora a lungo. Rivoluzione, rifondazione, piazza pulita: parole al vento, se riferite alla squadra, finché il manico (leggasi dirigenza) resterà il medesimo. Che poi ci avessero visto lungo sullo stadio, è solo motivo di ulteriore rammarico.

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