E Corea fu!
Pyeongchang ce l'ha fatta, si è aggiudicata l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2018, battendo la concorrenza della francese Annecy e, soprattutto, della tedesca Monaco di Baviera.
All'ovvia delusione della delegazione tedesca presente a Durban, dove si sono tenute le presentazioni delle candidate e la votazione decisiva, si è
contrapposta l'incontenibile gioia dei delegati coreani, che addirittura hanno brevemente intonato quelli che parevano più cori da stadio che canti di gioia. In ogni caso, complimenti alla Corea del Sud, che organizzerà un evento olimpico per la seconda volta, dopo Seoul 1988. Sarà una prova decisiva per il paese asiatico, che da un lato sconta trascorsi non felicissimi (soprattutto nei rapporti tra organizzatori e giudici di gara...) e dall'altro vive in uno stato di continua tensione con i cugini del Nord della penisola.
Tuttavia, la qualità degli impianti e dei trasporti di PyeongChang sembra aver convinto, stavolta, i membri del CIO, che hanno premiato la città dopo le due bocciature per i giochi del 2010 (andati a Vancouver) e soprattutto del 2014 (assegnati a Sochi). Il tono quasi drammatico con cui alcuni delegati coreani si sono rivolti all'assemblea olimpica, quasi implorandola di non bocciare ancora la loro candidatura, è sembrato eccessivo, patetico. Tuttavia, ha funzionato.
PyeongChang è una città a 700 metri di altezza sul livello del mare, relativamente piccola come dimensioni, avendo 50 mila abitanti, e localizzata in una zona del paese molto vicina a quel 38° parallelo che dal 1950 segna il confine tra i due Stati coreani. La regione cui fa riferimento, Gangwon, è però piuttosto ampia, oltre 16 mila chilometri quadrati, e più di un milione e mezzo di abitanti. Va detto anche che nelle precedenti occasioni di candidatura, PyeongChang veniva spesso confusa con la quasi omonima capitale della Nordcorea, PyongYang, a conferma di quanto la località sciistica non fosse così celebre, prima di questa investitura olimpica. Tuttavia, la realtà non può essere cambiata, con buona pace di francesi e tedeschi: nel 2018, guarderemo ad Est, per vedere il bianco olimpico.
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mercoledì 6 luglio 2011
Corsa a tre per i Giochi Olimpici Invernali 2018
Verrà annunciata oggi pomeriggio, a Durban, Sudafrica, la città che avrà l'onere e l'onore di ospitare i XXIII Giochi Olimpici Invernali, anno 2018. Le candidate sono la tedesca Monaco di Baviera, la francese Annecy e la sudcoreana PyeongChang.Ciascuna delle tre porta una candidatura forte e interessante, non solo dal punto di vista delle locations.
Per Monaco sarebbe un ritorno ai Giochi, dopo l'edizione estiva del 1972. Ai tedesci, a dire il vero, l'Olimpiade va sempre un po' di traverso, se non nell'organizzazione, almeno nel ricordo. Nel 1936, i giochi estivi di Berlino e quelli invernali di Garmisch furono allestiti nel segno della svastica e del Furher, ideologizzandoli all'estremo. L'occasione dei Giochi di Monaco del '72 sembrava dover cancellare quel ricordo, ma irruppe sulla manifestazione il terrorismo. L'oasi di pace sportiva venne distrutta dall'assalto di criminali filo-palestinesi, ma i Giochi non si fermarono. Ai tedeschi rimase come un senso di debolezza, di fronte alla breccia sanguinaria che si aprì nella possente macchina organizzativa teutonica.
Per Monaco, insomma, sarebbe una grande occasione di giungere, finalmente, ad un'edizione dei Giochi memorabile, ma solo per spettacolo ed efficienza. E sarebbe la prima volta che la stessa città potrebbe vantarsi di aver ospitato sia un'edizione estiva che una invernale.
Meno di tradizione, ma forse più innovative sarebbero le scelte di Annecy o PyeongChang. La Francia ha già ospitato cinque edizioni dei Giochi, due estive a Parigi (1900 e 1924) e tre invernali, in altrettante differenti sedi. Chamonix 1924, Grenoble 1968 e Albertville 1992 sono sicuramente ricordate in modo positivo, ma forse la bulimia francese nel voler organizzare i Giochi, e il fatto stesso che siano passati meno di vent'anni dall'ultima edizione transalpina, potrebbero sfavorire Annecy.
Infine, i coreani indomabili di PyeongChang, per la terza volta consecutiva candidati ad ospitare i giochi invernali. Nel 2003 persero di un soffio da Vancouver (56 voti a 53), mentre nel 2007 dovettero arrendersi a Sochi, di nuovo per una manciata di preferenze (51 a 47). Stavolta la loro tenacia potrebbe essere premiata, e l'Olimpiade tornare in Asia per la sesta volta, la terza per i giochi invernali. In Corea del Sud si tennero i XXIV Giochi olimpici estivi, nella capitale Seoul. Furono i Giochi dello spettacolo della cerimonia d'apertura, di Florence Griffith-Joyner e dello scandalo Ben Johnson. Furono anche i Giochi dello scandalo dei giudici troppo casalinghi, con eccessi ingiustificabili nel pugilato.
Poche ore al verdetto definitivo: la mia preferenza va a Monaco, non lo nascondo. Credo però che i coreani possano uscire vincitori, stavolta. Anche se, come si dice, non c'è due senza tre...
Per Monaco sarebbe un ritorno ai Giochi, dopo l'edizione estiva del 1972. Ai tedesci, a dire il vero, l'Olimpiade va sempre un po' di traverso, se non nell'organizzazione, almeno nel ricordo. Nel 1936, i giochi estivi di Berlino e quelli invernali di Garmisch furono allestiti nel segno della svastica e del Furher, ideologizzandoli all'estremo. L'occasione dei Giochi di Monaco del '72 sembrava dover cancellare quel ricordo, ma irruppe sulla manifestazione il terrorismo. L'oasi di pace sportiva venne distrutta dall'assalto di criminali filo-palestinesi, ma i Giochi non si fermarono. Ai tedeschi rimase come un senso di debolezza, di fronte alla breccia sanguinaria che si aprì nella possente macchina organizzativa teutonica.
Per Monaco, insomma, sarebbe una grande occasione di giungere, finalmente, ad un'edizione dei Giochi memorabile, ma solo per spettacolo ed efficienza. E sarebbe la prima volta che la stessa città potrebbe vantarsi di aver ospitato sia un'edizione estiva che una invernale.
Meno di tradizione, ma forse più innovative sarebbero le scelte di Annecy o PyeongChang. La Francia ha già ospitato cinque edizioni dei Giochi, due estive a Parigi (1900 e 1924) e tre invernali, in altrettante differenti sedi. Chamonix 1924, Grenoble 1968 e Albertville 1992 sono sicuramente ricordate in modo positivo, ma forse la bulimia francese nel voler organizzare i Giochi, e il fatto stesso che siano passati meno di vent'anni dall'ultima edizione transalpina, potrebbero sfavorire Annecy.
Infine, i coreani indomabili di PyeongChang, per la terza volta consecutiva candidati ad ospitare i giochi invernali. Nel 2003 persero di un soffio da Vancouver (56 voti a 53), mentre nel 2007 dovettero arrendersi a Sochi, di nuovo per una manciata di preferenze (51 a 47). Stavolta la loro tenacia potrebbe essere premiata, e l'Olimpiade tornare in Asia per la sesta volta, la terza per i giochi invernali. In Corea del Sud si tennero i XXIV Giochi olimpici estivi, nella capitale Seoul. Furono i Giochi dello spettacolo della cerimonia d'apertura, di Florence Griffith-Joyner e dello scandalo Ben Johnson. Furono anche i Giochi dello scandalo dei giudici troppo casalinghi, con eccessi ingiustificabili nel pugilato.
Poche ore al verdetto definitivo: la mia preferenza va a Monaco, non lo nascondo. Credo però che i coreani possano uscire vincitori, stavolta. Anche se, come si dice, non c'è due senza tre...
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