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martedì 11 ottobre 2011

Parbleu la gaffe!

E' sempre divertente leggere e commentare la notizia di una "fuga al Tour". Per una volta, non è un ciclista a scappare dal gruppone, bensì il percorso stesso.

Simpatica quanto clamorosa, la notizia, appunto. Nessuna suspence, per quello che è un canonico evento d'autunno. Alla presentazione ufficiale del percorso, tutti sapranno già dove e quando si correrà, con notevole delusione di chi sta preparando l'appuntamento, magari lavorando sodo per allestire uno show sullo show.

Niente da fare, potenza (o debolezza) di internet. Azzardo: questa gaffe è lo specchio di una certa decadenza del Tour, che dopo la cura Festina (e ancor di più la cura Armstrong) è sempre meno credibile, e sempre più approssimativo. Peccato che si approssimi sempre per difetto.

domenica 25 settembre 2011

A Cavendish l'iride, a noi la bile


Mark Cavendish si è aggiudicato il titolo di campione del mondo, nella corsa in linea di questi mondiali danesi. Mentre lui meritatamente si gode "God save the queen" dalla cima del podio, a noi tifosi italiani, orfani di Cipollini e Bettini, non resta che la bile.

Bile, già, perché si sapeva che il finale del percorso non favoriva il lavoro di un treno (e il nostro, in ogni caso, è sempre eccellente). Bile a quintali, perché sull'ultima rotatoria, una delle poche vere difficoltà del percorso di Copenaghen, l'Italia si è persa. Bennati, il nostro uomo di punta. è finito 14°.

Si era visto ieri, nella prova femminile, che a fare la differenza non sarebbe stato il traino dei vagoni, ma la capacità di non farsi chiudere, di tenere la cartuccia migliore all'asciutto per poi spararla al momento giusto. Così ha fatto Cavendish, che pure aveva perso i suoi compagni, ma che ha fatto valere la sua maggiore classe, ripercorrendo una volata simile a quella di Giorgia Bronzini.

Il bilancio del ciclismo italiano, a 10 mesi dai giochi di Londra, è sconfortante. Una sola medaglia, per quanto pregiata, su dieci prove tra corse in linea e contro il tempo. Nulli a cronometro, nulli a livello under e juniores; inesistenti a livello di pista (e qui si sconta la carenza strutturale italiana...), scarse chances per mountain bike (escludendo Eva Lechner, bronzo mondiale) e BMX (dove sono i nostri?). L'attenzione si focalizzerà sulle scelte di Paolo Bettini, ct finora senza fortuna, sulle convocazioni e sulla tattica scelta. Tuttavia, questo distrarrà dall'analisi più importante, quella dello stato del movimento ciclistico italiano, oggi non all'altezza del suo passato.

sabato 24 settembre 2011

Ori, argenti e Bronzini

Giorgia Bronzini ha vinto l'oro nella corsa in linea, ai mondiali di ciclismo in corso a Copenaghen. L'azzurra ha finalmente cancellato lo zero italiano nel medagliere, ed ha bissato il successo ottenuto lo scorso anno a Melbourne, sempre nella prova in linea,

La squadra italiana ha lavorato in modo eccellente, tenendo al riparo la Bronzini per poi lanciarla nello sprint finale. Giusto celebrare un oro italiano, giusto esalatare Giorgia nostra che, dopo il trionfo, ha voluto ricordare Franco Ballerini, il ct scomparso nel 2010, e Marina Romoli, compagna meno fortunata.

Nella mia gioia tricolore, si apre un varco il pensiero di Marianne Vos, seconda classificata alle spalle di Giorgia Bronzini. Ora, la Vos è alla quinta medaglia d'argento consecutiva, nelle prove mondiali in linea, dopo aver fatto il botto nel 2006, vincendo a Salisburgo.Il suo palmares va oltre la strada, passando sulle piste, e arrivando al ciclocross. Ai giochi di Pechino ha vinto l'oro in pista, nella corsa appunti Insomma, di soddisfazioni se n'è tolte parecchie. Troppo brava per scendere dal podio, non (ancora) abbastanza per tornarvi in cima. La sua striscia di argenti racconta di una persona che sa perdere e tornare sempre a giocarsi un titolo: l'approccio più olimpico che esista. Ai giochi di Londra, farò logicamente il tifo per le azzurre, ma un pensiero per la Vos, quando gareggerà, di sicuro mi passerà per la testa.

sabato 2 luglio 2011

Problemi personali col ciclismo e i suoi protagonisti odierni

Considerazione lampo sul Tour de France che inizia oggi.

Il favorito per la vittoria finale è sempre Alberto Contador, vincitore già nel 2010, nonostante la positività per presunta contaminazione di una bistecca mangiata dal corridore durante lo scorso Tour. Per giunta, la giustizia sportiva emetterà una sentenza definitiva sulla vicenda solo ad inizio agosto, a Tour 2011 già bello che finito.

Basta questo a farmi cambiare canale. E dire che un tempo telefonavo dalle Cicladi per farmi raccontare ogni tappa...