Il 31/12 non è un giorno: è solo un modo di scrivere. Si scrivono 4 cifre e un simbolo, e il gioco è fatto. Tutti pensano al cenone, allo spumante, alla prossima mezzanotte, e di riflesso a tutto ciò che è capitato nel recente passato. Bastano 12 mesi a farci sentire più vecchi, più arguti, più cattivi. Cinici e spietati, si rimettono in fila i ricordi, spesso affidandosi ai numeri (sempre loro) per arrivare alla magica parolina: bilancio.
sabato 31 dicembre 2011
60 post, 6 mesi, 1 anno
Il 31/12 non è un giorno: è solo un modo di scrivere. Si scrivono 4 cifre e un simbolo, e il gioco è fatto. Tutti pensano al cenone, allo spumante, alla prossima mezzanotte, e di riflesso a tutto ciò che è capitato nel recente passato. Bastano 12 mesi a farci sentire più vecchi, più arguti, più cattivi. Cinici e spietati, si rimettono in fila i ricordi, spesso affidandosi ai numeri (sempre loro) per arrivare alla magica parolina: bilancio.
giovedì 29 dicembre 2011
La squadra maschile italiana del 2011: il Settebello!
78-94-11. Non è un terno al lotto, è il tris mondiale del Settebello, la nazionale italiana maschile di pallanuoto. Il 2011 è l’anno del riscatto. L’Italia torna grande, ai campionati mondiali di Shanghai. 8-7 alla Serbia, che poche settimane prima ci aveva battuto in finale di World League a Firenze.
Torna alla ribalta una squadra che in passato ha scritto pagine stupende.
Si riprende la scena, dopo anni di delusioni, con un gioco corale, organizzato, intenso, dove i singoli lavorano per il collettivo. Un’orchestra, dove il direttore è il già campione olimpico e mondiale, Sandro Campagna. Lui, che con il Settebello di Ratko Rudic aveva vinto tutto, è il vero collante di questa squadra.
mercoledì 21 dicembre 2011
Buon 2012 Paralimpico
Il 2012 sarà un anno importante per il movimento paralimpico, italiano e non. Ci saranno i giochi di Londra, a pochi chilometri da dove (qui) si svolsero i primi giochi paralimpici. Insomma, si torna a casa, mai fu più vero di così. Viva la Gran Bretagna!
L'Italia, intanto, continua a vedere lo sport attraverso la lente del business, e per un banale effetto ottico l'immagine si capovolge. A rovescio, escono a vista gli intrighi e le sporcizie del pallone: scommesse, litigi di cassa, intrecci con la criminalità organizzata.
L'Italia, intanto, continua a vedere lo sport attraverso la lente del business, e per un banale effetto ottico l'immagine si capovolge. A rovescio, escono a vista gli intrighi e le sporcizie del pallone: scommesse, litigi di cassa, intrecci con la criminalità organizzata.
mercoledì 14 dicembre 2011
Ci sono cose che vanno vissute
Giusto per ricordare quale tv offrirà la scelta più ampia e completa di sport, nell'estate del 2012. Enjoy!
domenica 11 dicembre 2011
Per chi si fosse perso el Clàsico: Real Madrid-Barcellona 1-3
Quando il sabato sera gira male, può bastare la partita di calcio più sentita d'Europa a risollevarlo? Forse sì. Ieri sera no. Ieri sera qualcuno (come me, e come il Real) era partito per suonare (e suonarle al Barça) e le ha buscate (nonostante Busquets).
Pronti via, si dice così, e via male la palla dai piedi di Valdes. Tiki-taka tra Di Maria, il già citato Sergi (due rimpalli) e io-non-ci-sono-Ozil, ed ecco spuntare il corpaccione di Karim Benzema, solo soletto davanti a Victor. Bravo Piqué a lasciare tutti in gioco (ma che diavolo ci faceva a mezzo metro dalla linea di fondo???), gol facile facile. 1-0 Real, la musica è cambiata, ora sono volatili per diabetici, caro Pep Guardiola.
Invece nulla è cambiato. Il Barcellona non gioca benissimo, rispetto al suo solito, ma gioca benissimo, rispetto ai bianchi. Niente da fare, l'intensità di Diarra e Fabio Coentrao non bastano, la Pulce non sarà Maradona, ma quando se ne porta a spasso quattro in mezzo al Bernabeu e serve Sanchez (Alexis, come lo chiamano in Catalunya), ricorda tanto il Pibe. 1-1, ciao Mou.
Pronti via, si dice così, e via male la palla dai piedi di Valdes. Tiki-taka tra Di Maria, il già citato Sergi (due rimpalli) e io-non-ci-sono-Ozil, ed ecco spuntare il corpaccione di Karim Benzema, solo soletto davanti a Victor. Bravo Piqué a lasciare tutti in gioco (ma che diavolo ci faceva a mezzo metro dalla linea di fondo???), gol facile facile. 1-0 Real, la musica è cambiata, ora sono volatili per diabetici, caro Pep Guardiola.
Invece nulla è cambiato. Il Barcellona non gioca benissimo, rispetto al suo solito, ma gioca benissimo, rispetto ai bianchi. Niente da fare, l'intensità di Diarra e Fabio Coentrao non bastano, la Pulce non sarà Maradona, ma quando se ne porta a spasso quattro in mezzo al Bernabeu e serve Sanchez (Alexis, come lo chiamano in Catalunya), ricorda tanto il Pibe. 1-1, ciao Mou.
domenica 4 dicembre 2011
La malattia del Dottore (e di tanti pazienti)
La domenica, da un po' di settimane, porta in dote lutti, nel mondo sportivo. E' così triste da apprendere, ed è così amaro da buttar giù, quando un "eroe" delle arene moderne lascia per sempre il palcoscenico, peggio se ingloriosamente.
E' successo la settimana scorsa, con il suicidio di Gary Speed, ct del football gallese: la curiosità del domani lo aveva abbandonato, chissà da quanto.
E' successo questa settimana, poche ora fa, dal momento in cui posto. Si è spento Socrates, campione brasiliano che poteva giocare solo di tacco, e che fu capitano di quello squadrone battuto dalla tripletta di Paolo Rossi al Sarria di Barcellona, nel fuoco dell'estate 82.
E' successo la settimana scorsa, con il suicidio di Gary Speed, ct del football gallese: la curiosità del domani lo aveva abbandonato, chissà da quanto.
E' successo questa settimana, poche ora fa, dal momento in cui posto. Si è spento Socrates, campione brasiliano che poteva giocare solo di tacco, e che fu capitano di quello squadrone battuto dalla tripletta di Paolo Rossi al Sarria di Barcellona, nel fuoco dell'estate 82.
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