Il 2012 sarà un anno importante per il movimento paralimpico, italiano e non. Ci saranno i giochi di Londra, a pochi chilometri da dove (qui) si svolsero i primi giochi paralimpici. Insomma, si torna a casa, mai fu più vero di così. Viva la Gran Bretagna!
L'Italia, intanto, continua a vedere lo sport attraverso la lente del business, e per un banale effetto ottico l'immagine si capovolge. A rovescio, escono a vista gli intrighi e le sporcizie del pallone: scommesse, litigi di cassa, intrecci con la criminalità organizzata.
In un Paese che fa fatica a salvarsi dal fallimento, non si può certo pensare che lo sport venga usato come strumento per risollevare la coscienza e il fisico dei cittadini. Si tagliano i fondi ai comitati olimpici regionali, si cerca di strozzare il comitato paralimpico. Tutto alla vigilia dei giochi del 2012, tutto nel silenzio di chi trova conveniente tacere e lasciar fare. Meglio illudersi che lo sport sia quello della tv, e che i suoi attori siano tutti alti, belli, perfetti.
Ecco, la perfezione. Anche qui, basta cambiare lente, e il panorama si capovolge. Ne esce qualcosa che spiazza: sullo schermo ci sono corpi feriti, nei modi in cui si può immaginare di ferire un corpo e anche in quelli che non immaginiamo. L'imperfezione, la chiamerebbe qualcuno. La disabilità, mostrata senza pudore.
Il calendario del comitato paralimpico italiano, di cui potete vedere le immagini nel filmato seguente, è un modo per cambiare la lente. In fondo, il filtro non è mai negli occhi, ma è sempre nel pensiero. Buon 2012 paralimpico!
L'Italia, intanto, continua a vedere lo sport attraverso la lente del business, e per un banale effetto ottico l'immagine si capovolge. A rovescio, escono a vista gli intrighi e le sporcizie del pallone: scommesse, litigi di cassa, intrecci con la criminalità organizzata.
In un Paese che fa fatica a salvarsi dal fallimento, non si può certo pensare che lo sport venga usato come strumento per risollevare la coscienza e il fisico dei cittadini. Si tagliano i fondi ai comitati olimpici regionali, si cerca di strozzare il comitato paralimpico. Tutto alla vigilia dei giochi del 2012, tutto nel silenzio di chi trova conveniente tacere e lasciar fare. Meglio illudersi che lo sport sia quello della tv, e che i suoi attori siano tutti alti, belli, perfetti.
Ecco, la perfezione. Anche qui, basta cambiare lente, e il panorama si capovolge. Ne esce qualcosa che spiazza: sullo schermo ci sono corpi feriti, nei modi in cui si può immaginare di ferire un corpo e anche in quelli che non immaginiamo. L'imperfezione, la chiamerebbe qualcuno. La disabilità, mostrata senza pudore.
Il calendario del comitato paralimpico italiano, di cui potete vedere le immagini nel filmato seguente, è un modo per cambiare la lente. In fondo, il filtro non è mai negli occhi, ma è sempre nel pensiero. Buon 2012 paralimpico!
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