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venerdì 26 luglio 2013

A Londra. Un anno (e mezzo) fa.

C'è blog e blog. Ci sono blogger e blogger.
Ci sono i blogger perfezionisti, i maniaci, i sentimentali. Ci sono i blogger per caso, che seguono una scia lanciata dai nostri avi, e da noi che 10 anni fa eravamo le nuove leve. Ci sono i blogger pentiti, poi ripentiti e poi strapentiti. Mi riconosco in quest'ultima categoria. Per quanto mi abbia dato piacere, guidare il fragile vascello che state leggendo, ho concentrato gli sforzi altrove, in questi 18 mesi passati. Ma come tutte le vere passioni, mai sopite veramente, un post sul blog è qualcosa di necessario, ad un certo punto. Il blog è questo Passport, il post prende spunto dalla data di domani, il domani del me che scrive.

Un anno fa ero a Londra, ed era la vigilia dell'inaugurazione, per i XXX Giochi Olimpici moderni. La terza volta sotto il Big Ben, la prima volta per il bambino troppo cresciuto che sono. Un anno fa, stavo lavorando, è vero, ma ero dentro all'esperienza più esaltante che abbia mai vissuto. E di quest'entusiasmo, che mi irradia ancora adesso, avrei voluto contagiare ogni altra persona che ho incontrato lì, a partire dai colleghi della variegata e bellissima "Squadra Olimpica" di Sky Sport. Ero il più giovane, in mezzo a maestri di giornalismo, di editing e di comunicazione. Che meraviglia solo ripensarlo! Ho tante immagini in testa, così tante che spero di non perderne mai nemmeno una, per quanto utopistico sia scriverlo. Soprattutto, ho gli incontri, di persone uniche perché unica era l'occasione, e di comune c'era solo quello spirito olimpico tanto decantato da sembrare un cliché. Non è così, non può esserlo: l'Olimpiade, come massima consacrazione dei valori sportivi, non può essere tale.

sabato 31 dicembre 2011

60 post, 6 mesi, 1 anno


Il 31/12 non è un giorno: è solo un modo di scrivere. Si scrivono 4 cifre e un simbolo, e il gioco è fatto. Tutti pensano al cenone, allo spumante, alla prossima mezzanotte, e di riflesso a tutto ciò che è capitato nel recente passato. Bastano 12 mesi a farci sentire più vecchi, più arguti, più cattivi. Cinici e spietati, si rimettono in fila i ricordi, spesso affidandosi ai numeri (sempre loro) per arrivare alla magica parolina: bilancio.

giovedì 29 dicembre 2011

La squadra maschile italiana del 2011: il Settebello!


78-94-11. Non è un terno al lotto, è il tris mondiale del Settebello, la nazionale italiana maschile di pallanuoto. Il 2011 è l’anno del riscatto. L’Italia torna grande, ai campionati mondiali di Shanghai. 8-7 alla Serbia, che poche settimane prima ci aveva battuto in finale di World League a Firenze.
Torna alla ribalta una squadra che in passato ha scritto pagine stupende.
Si riprende la scena, dopo anni di delusioni, con un gioco corale, organizzato, intenso, dove i singoli lavorano per il collettivo. Un’orchestra, dove il direttore è il già campione olimpico e mondiale, Sandro Campagna. Lui, che con il Settebello di Ratko Rudic aveva vinto tutto, è il vero collante di questa squadra.

mercoledì 14 dicembre 2011

Ci sono cose che vanno vissute

Giusto per ricordare quale tv offrirà la scelta più ampia e completa di sport, nell'estate del 2012. Enjoy!

venerdì 25 novembre 2011

Social (Olympic) Games

Prendo in prestito il nome della trasmissione di Luca Corsolini, in onda su Sky Sport, per raccontare un po' di una novità (affatto nota) del mondo olimpico.

Esiste un sito, "The Olympic Athletes Hub", che funge da vero e proprio centro di connessioni tra atleti e fan di tutto il mondo.

A prima vista, sembrerebbe uno dei tanti siti olimpici, con i cinque cerchi in bella mostra, in alto a sinistra, e poco altro in homepage.

Al centro dello schermo, una barra di ricerca; subito sotto, tre riquadri più piccoli e proporzionati, nominati rispettivamente SIGN UP (iscriviti), FOLLOW (segui) e REWARDS (premi). Spiccano, al centro, quei due simboletti così famosi, uno blu e uno celeste. Ebbene sì, sono i loghi di Facebook e Twitter. Da qui, e solo da qui, si potrebbe davvero capire (a meno di non aver familiarità ed immediatezza con la lingua inglese ... but, hey guys, we're italians!) di cosa si occupa questo sito.

Mangiata la foglia, pare chiaro cosa significhi, in basso a sinistra, la classifica dei TOP FOLLOWED ATHLETES (gli atleti più seguiti). In ordine, Federer - Nadal - Bolt - Phelps - White possono vantare milioni (milioni!) di fan in collegamento con le loro pagine di Facebook o connessi ai loro account di Twitter. Come dire, social network, universal stars.
Accanto alla classifica, un riquadro che recita FEATURED ATHLETES (atleti in evidenza). Un suggerimento, un modo per "spingere" su chi avrebbe potenzialità enormi, ma magari non ha ancora i numeri, intesi come fan al seguito.

Quasi sfugge, alla fine di tutto ciò, il banner a fondo pagina. E' dedicato esclusivamente agli atleti, per permettere loro di essere "iscritti" all' hub olimpico, e poter essere quindi trovati dai fan grazie al motore di ricerca.

Ma come funziona veramente questo benedetto hub?

Proviamo a fare una ricerca. Facile scrivere il nome del proprio beniamino (o beniamina: le donne, pur fuori dalla top five, dominano nettamente nel numero di pagine della top 500). Più curioso scrivere il nome del proprio paese o della disciplina preferita. Cercando ITALIA, vengono fuori appena tre risultati, e scrivendo ITALY la musica non cambia. Giuliano Razzoli, Natalia Valeeva e Renato Pasini, gli unici azzurri ad essersi registrati all' hub. Inutile cercare Federica Pellegrini o Valentina Vezzali, non si sono linkate (non ancora, ma scommettiamo che da qui a Londra 2012 lo faranno?). Disastroso cercare per disciplina, se non si amano gli sport più popolari (vedi tennis). Anche se, e questo forse è un merito, il calcio è fuori gioco: appena tre i calciatori in lista, di cui due donne (Solo e Mitts, USA) e il testone di Puyol a corredo.

Una volta aperta la pagina dell'atleta (o della squadre nazionali olimpiche, numerose le pagine ad esse dedicate), al centro leggermente verso sinistra appariranno i post più recenti su FB o TW, mentre a destra ci sono i classici pulsanti FOLLOW e LIKE. Irresistibili pulsantini colorati, che ti permettono, sfiorandoli in un dolce clic, di piazzare il proprio nome in lista, al seguito del celebrato campione o dell'amata campionessa. Potenza dei social network.

La sensazione è che uno strumento del genere, nel momento in cui diverrà popolare e magari più trendy e meno official, possa davvero rappresentare un mondo nel mondo, e azzerare (virtualmente) la distanza tra star e tifoso. Almeno, nel mondo di Olimpia, questo pare possibile.

martedì 18 ottobre 2011

Post-illa al medagliere virtuale

Viene da chiedersi se davvero poi l'Italia dell sport valga una delle prime dieci posizioni del medagliere olimpico (seppur virtuale).

Questo dubbio nasce alla luce del previsto taglio dei fondi agli enti sportivi locali, per un totale non precisamente stimato. Dai 50 ai 100 milioni di euro,si dice. Tradotto in medaglie, verso Rio, può significare sparire o quasi dall'atlante di Olimpia.

Londra 2012, proiezione di top ten

Uno degli aspetti più divertenti dello sport, e dell'Olimpiade in particolare, è la frammentazione geografica che deriva da tante discipline e tante competizioni diverse. Da qui la domanda sui nostri colori, in chiave olimpica.

Come andrà l'Italia ai prossimi giochi olimpici? La risposta prova a darla il CONI, sul proprio sito in chiave Londra 2012. Si tratta di un medagliere virtuale, basato sulle prestazioni di ciascuna nazione ai più recenti campionati mondiali per disciplina. Ricorda molto quanto pubblica Sports Illustrated poco prima di ogni edizione dei giochi estivi ed invernali.

Il Coni ha il suo osservatorio, sempre vigile, che rivela spesso i movimenti tellurici, impercettibili ai più, pronti a sconvolgere la geografia olimpica.
Nulla di clamoroso in testa, da dove, ad oggi, Cina-USA-Russia non si schiodano. I cinesi caleranno inevitabilmente rispetto a Pechino, ma sono accreditato di 41 medaglie d'oro e oltre 100 piazzamenti complessivi sul podio. Idem gli Stati Uniti, tallonati però dall'orso russo: 81-78, il computo dei metalli più o meno pregiati.

Dal quarto al nono posto il passo è breve, per ori virtualmente conquistati. Australia, Germania e Giappone alla pari, Gran Bretagna e Francia a inseguire, l'Italia incalza da dietro. 12 possibili titoli per gli azzurri, un bottino che, come al solito, si fonda sulla scherma. Sono 34, le medaglie previste per i nostri colori, quante ne dovrebbe conquistare l'Australia, stando ai risultati più recenti degli aussies.

La top ten, in questo momento, è completata dalla Nuova Zelanda, seconda potenza australe, con 8 ori virtuali e 20 medaglie complessive. Mancherebbe all'appello l'Africa, che però, con il Kenya in undicesima posizione, sembra poter ambire ad un seggio tra i grandi.

La banale e basilare considerazione da fare, alla luce di questa proiezione di medagliere, è che tutto possa cambiare, da qui all'agosto del 2012, per l'imprevidibilità stessa dello sport e per l'equilibrio che regna in alcune discipline. Già oggi, però, si nota come nei primi dieci siano i paesi americani quelli meno rappresentati, mentre Europa ed Australasia occupano, a testa, circa metà delle posizioni. E si nota come l'Africa possa emergere davvero, stavolta, con almeno una nazione.

Tutto il resto del medagliere dice che il Brasile cresce e crescerà ancora, ma in proiezione Rio de Janeiro 2016; che l'Asia, con coreani del sud ed iraniani, può trovare nuove fonti di medaglie; che in Europa sopravvivono, anche senza exploit, i medio-piccoli paesi con maggiore cultura sportiva (Spagna-Polonia-Ungheria-Olanda)...

Ma tutto questo, si è detto, è virtuale, in attesa dei giochi veri, tangibili e concreti della prossima estate. Allora sì che ci divertiremo a studiare l'atlante e ad imparare le bandiere più improbabili.

venerdì 14 ottobre 2011

Chi nuota e porta la croce

Reazioni indignate da mezza Italia alle parole di Federica Pellegrini, sulla possibilità per lei, atleta simbolo del nuoto azzurro, di portare la bandiera italiana alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Londra 2012.

Adesso, che ci si indigni per questo, in un Paese che non sa indignarsi per ben altro (la politica, in primis, ma anche le condizioni del lavoro giovanile, ecc.) a me personalmente fa parecchio ridere. C'è sicuramente chi ci specula sopra, chi prende posizione solo per far comparire il proprio nome tra le righe d'agenzia, chi coglie la palla al balzo per professare pubblicamente la propria fede (minuscola). Ma c'è anche una parte di Paese che, alla notizia del gran rifiuto di Fede, ha pavlovianamente reagito, stracciandosi le vesti, o quanto meno scuotendo il capo con autoritaria riprovazione. Non c'è più rispetto per i simboli.

Eppure, la Fede più forte che c'è è la stessa che l'inno di Mameli lo fa suonare in piscina con una frequenza bestiale, a seguito di prestazioni accecanti, nel naturale scorrere delle cose, quando si ha talento e lo si mette a frutto. E' la stessa quando vince un oro e quando rifiuta di portare la bandiera. Si dirà, si critica l'uscita, non l'atleta. D'accordo, ma viene altrettanto naturale (come le sue vittorie) pensare che, rifiutando oggi, sarà lei rifiutata domani (dalla rosa delle future candidate al ruolo di portabandiera). E quindi, che rifiutando oggi Fede si sia chiamata fuori hic et nunc, nunc et semper dal film della cerimonia. Al massimo, farà la comparsa, certo non la protagonista.

Tutto questo ricorda l'analoga vicenda di Massimiliano Rosolino, che rifiutò la parte per motivi identici a quelli della Pellegrini. Eppure, per il Cagnaccio non ci fu la levata di scudi odierna, forse per maggiore discrezione nel declinare, forse per minore "attaccabilità" del personaggio, scanzonato ma saldo nel canone italico. La Pellegrini, da questo punto di vista, è assai più impallinabile, non fosse solo per quel suo vizio di vincere.
Tuttavia, si fa fatica (noi sì) a credere che i nuotatori non possano reggere lo sforzo di portare la bandiera alla cerimonia, quanto si fa fatica a credere che l'affermazione "non fa per me, l'onore vada ad un altro (o un'altra)", sia davvero un motivo di indignazione, in un Paese dove molti pensano di poter e saper fare tutto.

Sia dunque portabandiera Josefa Idem, o lo sia Valentina Vezzali, o chiunque possa rappresentarci in modo vincente e abbia voglia di metterci la faccia (e le gambe). L'importante, però, è che non nuoti.

domenica 18 settembre 2011

Eurobasket ed Eurovolley: London pass?



Francia-Spagna e Italia-Serbia. Alle prime due, il titolo di regina del basket continentale, alle altre quello di regina del volley blustellato (quanto sarebbe il caso di dare anche a sostantivi ed aggettivi una dimensione UE!).

Due finali che sistemano un po' le cose, dopo giorni e settimane, mesi ed anni di squassamenti e ribaltoni. Nel basket, in realtà, il declino di serbi, greci e lituani (per non parlare degli azzurri), e l'ascesa di forze sulla carta minori (leggi Makedonija) ha favorito due nazioni che assieme totalizzano un solo titolo (Spagna 2009), e una dozzina di podi (più iberici che transalpini). Tuttavia, per qualità dei singoli e dei rispettivi collettivi, si potrà godere una finalissima di alto livello, e ridurla ad un Parker vs Gasol sarebbe davvero stupido.

Francia e Spagna in finale e ai giochi di Londra, direttamente qualificate. Bello, sì, che campione e vicecampione europeo possano pensare, dal mese prossimo, ad una medaglia olimpica. Nel basket è così, nel volley no.

Italia e Serbia rinverdiscono i fasti del passato non troppo lontano (anni '90 e '00), ma non possono sentirsi già sulle rive del Tamigi, per via della FIBV World Cup. Da questa competizione usciranno tre qualificate, mentre le altre (Gran Bretagna esclusa, of course) usciranno da altri tornei minori. Ora, l'utilità di un torneo di alto livello per qualificare tre formazioni ai giochi (su 12 totali) può anche essere ammessa. Meno ammissibile, secondo me, l'idea di far disputare in successione torneo di qualificazione continentali e altre tre giostre per altrettanti pass olimpici. Tutto ciò per selezionare 12 squadre, quando il quadro dei tornei continentali veri e propri potrebbe aver già dato pareri chiari. Il rischio è proprio che (facendo gli scongiuri) né Italia né Serbia finiscano per qualificarsi. Improbabile? Ma la ridda di squadre che se la giocheranno è tanto ampia che nulla diventa impossibile.

A quel punto, meglio la formula del basket. Campioni del proprio continente certi del pass olimpico, e chi arriva dietro finisce nel girone infernale.

mercoledì 27 luglio 2011

Da qui a un anno: Londra 2012!

Da qui ad un anno inizieranno i Giochi della XXX olimpiade. La sede sarà Londra, per la terza volta chiamata a ad ospitare atleti di ogni provenienza per contendersi titoli e gloria.

Le edizioni del 1908 e 1948 si caratterizzarono, entrambe, per una sorta di rilancio dei Giochi, caduti in disgrazia per scarsa cultura sportiva (ed è il caso del primo appuntamento londinese) e per la tragedia della guerra (come a tre anni di distanza dalla sconfitta del nazifascismo). La città di Londra e tutta la Gran Bretagna seppero infondere nuova vitalità ad una manifestazione che rischiava di essere travolta dagli eventi o dalla banalità.

Ma proprio perché lo Sport, quello moderno, quello che noi viviamo giorno per giorno come sfida e come passione, è nato e si è sviluppato soprattutto nel Regno Unito, proprio a Londra, si diceva, è possibile ritrovare l'originale spirito della competizione leale e del coinvolgimento nello spettacolo. Questo sembra essere l'intento del Comitato Organizzatore, che certamente memore dei fasti cinesi, ha puntato sulla celebrazione delle persone, in particolare dei giovani, piuttosto che sulla celebrazione della nazione e dei suoi governanti.

I mercati asiatici e sudamericani sono certamente importanti, e l'orgoglio del proprio Paese da sempre fa parte dei Giochi. Tuttavia, mai come a Londra ci si potrà sentire parte dell'universo umano e del firmamento sportivo. E' la natura stessa della città sulle rive del Tamigi, multiculturale ma rispettosa delle regole, caleidoscopica eppure simbolo resistente ai tempi e alle mode. Swinging London, Cool Britannia, scegliete voi: l'importante, tra un anno, sarà partecipare!