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lunedì 19 settembre 2011

Pensiero sul treno

Inauguro un nuovo modo di postare, nuovo almeno per me: da cellulare...

Mi viene in mente che due ottimi tecnici italiani, ieri, hanno ottenuto ottimi risultati guidando nazionali straniere. Andrea Anastasi, bronzo con la Polonia agli europei di volley, e Sergio Scariolo, per la seconda volta consecutiva sul tetto d'Europa con la Spagna del basket. Senza dimenticare Berruto, che ha ridestato l'Italvolley dal suo quinquennale torpore, o Messina, finalmente approdato in NBA, credo che le nostre scuole tecniche siano sempre all'altezza, molto piú di certe accozzaglie dirigenziali.

domenica 18 settembre 2011

Eurobasket ed Eurovolley: London pass?



Francia-Spagna e Italia-Serbia. Alle prime due, il titolo di regina del basket continentale, alle altre quello di regina del volley blustellato (quanto sarebbe il caso di dare anche a sostantivi ed aggettivi una dimensione UE!).

Due finali che sistemano un po' le cose, dopo giorni e settimane, mesi ed anni di squassamenti e ribaltoni. Nel basket, in realtà, il declino di serbi, greci e lituani (per non parlare degli azzurri), e l'ascesa di forze sulla carta minori (leggi Makedonija) ha favorito due nazioni che assieme totalizzano un solo titolo (Spagna 2009), e una dozzina di podi (più iberici che transalpini). Tuttavia, per qualità dei singoli e dei rispettivi collettivi, si potrà godere una finalissima di alto livello, e ridurla ad un Parker vs Gasol sarebbe davvero stupido.

Francia e Spagna in finale e ai giochi di Londra, direttamente qualificate. Bello, sì, che campione e vicecampione europeo possano pensare, dal mese prossimo, ad una medaglia olimpica. Nel basket è così, nel volley no.

Italia e Serbia rinverdiscono i fasti del passato non troppo lontano (anni '90 e '00), ma non possono sentirsi già sulle rive del Tamigi, per via della FIBV World Cup. Da questa competizione usciranno tre qualificate, mentre le altre (Gran Bretagna esclusa, of course) usciranno da altri tornei minori. Ora, l'utilità di un torneo di alto livello per qualificare tre formazioni ai giochi (su 12 totali) può anche essere ammessa. Meno ammissibile, secondo me, l'idea di far disputare in successione torneo di qualificazione continentali e altre tre giostre per altrettanti pass olimpici. Tutto ciò per selezionare 12 squadre, quando il quadro dei tornei continentali veri e propri potrebbe aver già dato pareri chiari. Il rischio è proprio che (facendo gli scongiuri) né Italia né Serbia finiscano per qualificarsi. Improbabile? Ma la ridda di squadre che se la giocheranno è tanto ampia che nulla diventa impossibile.

A quel punto, meglio la formula del basket. Campioni del proprio continente certi del pass olimpico, e chi arriva dietro finisce nel girone infernale.

giovedì 15 settembre 2011

Eurobasket 2011: why? why? why?


La tripla domanda del titolo, che continuo a farmi senza troppa soluzione da ieri sera, è lo specchio della tripla di Ilievski che, poche ore fa, a Kaunas (Lituania), ha eliminato i padroni di casa in favore di una nazionale giallorossa, dal nome per giunta simpatico: Macedonia.

Perché? Perché una nazione con poco più di due milioni di abitanti e una tradizione cestistica molto recente (dopo l'indipendenza dalla Jugoslavia, aveva disputato solo altri due Campionati Europei, 1999 e 2009, conquistando il 13° e 9° posto) può far fuori il faro del basket baltico?

Perché? Perché una formazione senza grandi riserve, imperniata su Lester McCalebb, riesce a battere non solo la Lituania a domicilio, ma anche i cugini croati e bosniaci, per non parlare della Grecia?

Perché? Perché la nazionale d'Italia guarderà il torneo olimpico di Londra da casa, proprio nel momento in cui abbiamo tre giocatori NBA nelle nostre file?

Tre domande, la cui risposta non può essere cercata solo nelle prestazioni sul parquet. Ma non saprei spiegare, in due parole, da dove viene la fortuna di quelli e il patimento dei nostri. So soltanto che, anche per uno cresciuto con il mappamondo post Muro di Berlino, suona male sentire degli exploit macedoni, dopo aver sentito lo sfogo di Pianigiani.

Macedonia amara.