Uno degli aspetti più divertenti dello sport, e dell'Olimpiade in particolare, è la frammentazione geografica che deriva da tante discipline e tante competizioni diverse. Da qui la domanda sui nostri colori, in chiave olimpica.
Come andrà l'Italia ai prossimi giochi olimpici? La risposta prova a darla il CONI, sul proprio sito in chiave Londra 2012. Si tratta di un medagliere virtuale, basato sulle prestazioni di ciascuna nazione ai più recenti campionati mondiali per disciplina. Ricorda molto quanto pubblica Sports Illustrated poco prima di ogni edizione dei giochi estivi ed invernali.
Il Coni ha il suo osservatorio, sempre vigile, che rivela spesso i movimenti tellurici, impercettibili ai più, pronti a sconvolgere la geografia olimpica.
Nulla di clamoroso in testa, da dove, ad oggi, Cina-USA-Russia non si schiodano. I cinesi caleranno inevitabilmente rispetto a Pechino, ma sono accreditato di 41 medaglie d'oro e oltre 100 piazzamenti complessivi sul podio. Idem gli Stati Uniti, tallonati però dall'orso russo: 81-78, il computo dei metalli più o meno pregiati.
Dal quarto al nono posto il passo è breve, per ori virtualmente conquistati. Australia, Germania e Giappone alla pari, Gran Bretagna e Francia a inseguire, l'Italia incalza da dietro. 12 possibili titoli per gli azzurri, un bottino che, come al solito, si fonda sulla scherma. Sono 34, le medaglie previste per i nostri colori, quante ne dovrebbe conquistare l'Australia, stando ai risultati più recenti degli aussies.
La top ten, in questo momento, è completata dalla Nuova Zelanda, seconda potenza australe, con 8 ori virtuali e 20 medaglie complessive. Mancherebbe all'appello l'Africa, che però, con il Kenya in undicesima posizione, sembra poter ambire ad un seggio tra i grandi.
La banale e basilare considerazione da fare, alla luce di questa proiezione di medagliere, è che tutto possa cambiare, da qui all'agosto del 2012, per l'imprevidibilità stessa dello sport e per l'equilibrio che regna in alcune discipline. Già oggi, però, si nota come nei primi dieci siano i paesi americani quelli meno rappresentati, mentre Europa ed Australasia occupano, a testa, circa metà delle posizioni. E si nota come l'Africa possa emergere davvero, stavolta, con almeno una nazione.
Tutto il resto del medagliere dice che il Brasile cresce e crescerà ancora, ma in proiezione Rio de Janeiro 2016; che l'Asia, con coreani del sud ed iraniani, può trovare nuove fonti di medaglie; che in Europa sopravvivono, anche senza exploit, i medio-piccoli paesi con maggiore cultura sportiva (Spagna-Polonia-Ungheria-Olanda)...
Ma tutto questo, si è detto, è virtuale, in attesa dei giochi veri, tangibili e concreti della prossima estate. Allora sì che ci divertiremo a studiare l'atlante e ad imparare le bandiere più improbabili.
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