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sabato 31 dicembre 2011

60 post, 6 mesi, 1 anno


Il 31/12 non è un giorno: è solo un modo di scrivere. Si scrivono 4 cifre e un simbolo, e il gioco è fatto. Tutti pensano al cenone, allo spumante, alla prossima mezzanotte, e di riflesso a tutto ciò che è capitato nel recente passato. Bastano 12 mesi a farci sentire più vecchi, più arguti, più cattivi. Cinici e spietati, si rimettono in fila i ricordi, spesso affidandosi ai numeri (sempre loro) per arrivare alla magica parolina: bilancio.

domenica 23 ottobre 2011

Dedicato a Simoncelli


Nel nostro weekend di sport (e nel mio di scienza e sport, su cui tornerò presto), si è conficcato come un chiodo nella carne l'incidente di Marco Simoncelli.

Era nato a Cattolica, è morto oggi a Sepang. Era solare, scanzonato, originale nel modo più intelligente in cui questa parola si può declinare. Era e tale rimarrà, per chi lo ha amato in pista e fuori.

Era più piccolo di me, di due anni, e questo mi sconvolge. Nello sport, la mia generazione è già entrata da un pezzo, e persino sorpassata, in alcuni casi. Simoncelli sembrava sempre ragazzino, molto più di Valentino Rossi, eterno golden boy, ma già segnato dalle tante battaglie su due ruote.

Simoncelli non era la copia di Vale. Era il fratellino, l'alter ego forse, ma non un clone. Era il testimonial di una grande azienda che vende elettrodomestici, non tanto per le sue vittorie (campione del mondo 250, nel 2008), quanto per la sua spontanea simpatia.

Era giovane, e come molti altri celebri personaggi morti giovani entrerà nel mito.
Era Sic, come si faceva chiamare nel paddock. E' Marco Simoncelli, per chi lo ha amato, in pista e fuori.