mercoledì 6 luglio 2011

I Giochi Olimpici invernali del 2018 assegnati a PyeongChang

E Corea fu!
Pyeongchang ce l'ha fatta, si è aggiudicata l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2018, battendo la concorrenza della francese Annecy e, soprattutto, della tedesca Monaco di Baviera.

All'ovvia delusione della delegazione tedesca presente a Durban, dove si sono tenute le presentazioni delle candidate e la votazione decisiva, si è
contrapposta l'incontenibile gioia dei delegati coreani, che addirittura hanno brevemente intonato quelli che parevano più cori da stadio che canti di gioia. In ogni caso, complimenti alla Corea del Sud, che organizzerà un evento olimpico per la seconda volta, dopo Seoul 1988. Sarà una prova decisiva per il paese asiatico, che da un lato sconta trascorsi non felicissimi (soprattutto nei rapporti tra organizzatori e giudici di gara...) e dall'altro vive in uno stato di continua tensione con i cugini del Nord della penisola.

Tuttavia, la qualità degli impianti e dei trasporti di PyeongChang sembra aver convinto, stavolta, i membri del CIO, che hanno premiato la città dopo le due bocciature per i giochi del 2010 (andati a Vancouver) e soprattutto del 2014 (assegnati a Sochi). Il tono quasi drammatico con cui alcuni delegati coreani si sono rivolti all'assemblea olimpica, quasi implorandola di non bocciare ancora la loro candidatura, è sembrato eccessivo, patetico. Tuttavia, ha funzionato.

PyeongChang è una città a 700 metri di altezza sul livello del mare, relativamente piccola come dimensioni, avendo 50 mila abitanti, e localizzata in una zona del paese molto vicina a quel 38° parallelo che dal 1950 segna il confine tra i due Stati coreani. La regione cui fa riferimento, Gangwon, è però piuttosto ampia, oltre 16 mila chilometri quadrati, e più di un milione e mezzo di abitanti. Va detto anche che nelle precedenti occasioni di candidatura, PyeongChang veniva spesso confusa con la quasi omonima capitale della Nordcorea, PyongYang, a conferma di quanto la località sciistica non fosse così celebre, prima di questa investitura olimpica. Tuttavia, la realtà non può essere cambiata, con buona pace di francesi e tedeschi: nel 2018, guarderemo ad Est, per vedere il bianco olimpico.

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