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mercoledì 5 ottobre 2011

Il tifone Andrea

L'autunno, che di norma inizia il 23 settembre, porta con se piogge, giornate corte e qualche sprazzo di caldo sopravvissuto all'estate. Tra le piogge, di varia intensità, si è distinto un tifone (umano, femminile), abbattutosi sul veloce campo del Master 1000 di Pechino e sulla testa dell'insopportabile corsa, nel senso di Marion Bartoli. Sto parlando di Andrea Petkovic, professione tennista, danzatrice per hobby, tifone per vocazione.
La slavotedesca è stata buona buona nel primo set, sbagliando tutto lo sbagliabile di dritto, ma si è tenuta in corsa. Era il cielo nuvoloso che si addensava lì, sulla testa della Bartoli.
Poi la francesotta si è presa il primo game del secondo set, mulinando le braccia come chi vuole salutare dalla riva un natante. Un ultimo raggio di sole, prima del tifone Andrea. Sistemato il dritto, innestata la marcia giusta in battuta, corretta l'impostazione mentale, si è scatenato il fenomeno meteotennistico.

L'acqua ha iniziato a cadere fredda e inarrestabile, sul blu sintetico di Pechino. Dei successivi 15 games, 11 sono andati alla Petkovic: un diluvio di punti, e la Bartoli sembrava sommersa.
Poi la pioggia è calata di consistenza, ha rallentato fino quasi a fermarsi. Cinque pari al terzo, ed sembrava riemersa la capoccia agitata. Anzi no, aveva tirato fuori il naso dall'acqua per poi esser nuovamente coperta, tra tuoni e lampi.

Andrea Petkovic ha battuto Marion Bartoli 4-6, 6-4, 7-5. Un passo di danza, per festeggiare, come un refolo ad annunciare lo schiudersi delle nubi. Al prossimo tifone.