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mercoledì 28 settembre 2011
Carlito's Way
Penso e ripenso alla scena di ieri sera, durante Bayern-Manchester City. Manca circa mezz'ora alla fine della partita, i Citizens sono sotto per due reti a zero, "Bimbo" Mancini fa scaldare diversi giocatori. Ora vuole calare l'asso Tevez, e invita Carlito ad alzare le pregiate terga dal morbido riparo dell'Allianz.
Mai nome fu più ironico, per segnare il luogo della (definitiva?) rottura tra l'attaccante argentino e l'allenatore jesino. Tevez rifiuta di alzarsi dal giaciglio, si fa pregare da qualcuno (dello staff o da un compagno, non saprei), infine ripercuote il suo diniego come la clava di Fred Flintstone, e gli appassionati del genere sapranno che essa era invisibile, ma sempre pronta e minacciosa.
Mancio non ne può più delle bizze dell'Apache. L'Apache vorrebbe tornare in Sud America, o per lo meno emigrare altrove, lasciandosi alle spalle le due sponde del Mersey. Ne nasce un conflitto esplosivo, tra chi è cresciuto in un Bronx, e chi non accetta (non ha mai accettato, salvo una grande eccezione) l'opposizione altrui alla sua autorità e al suo carisma.
Carlito "with me has closed", ha detto Mancio nel post partita, quasi imitando il Trap che proprio in Baviera aveva fatto tremare i muri. Staremo a vedere, se sarà davvero così (è probabile, in fondo è solo la goccia che fa traboccare il vaso).
Di sicuro, Carlito si è tolto un'ultima soddisfazione, e ha messo in discussione la leadership del suo (ex) allenatore. Più del 2-0 subito a Monaco, fossi Bobbygol mi sentirei incazzato per quello.
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