
Il 26 giugno è, per me, una data significativa, particolare.
Non è nato nessuno che mi sia caro in modo speciale, sia chiaro. Sono le coincidenze a renderla tale, però.
In questa data, 7 anni fa, ho concluso il mio percorso di liceale, affrontando la temibile prova orale dell'esame di maturità. Un successo, al di là del voto (91/100).
In questa data, 5 anni fa, l'Italia di Marcello Lippi ha affrontato (e battuto) l'Australia di Guus Hiddink, negli ottavi di finale del mondiale tedesco. Durante l'incontro, ero sotto torchio, per mano della professoressa Carla Ester de Miro d'Ajeta, docente di cinema, musica e spettacolo. Nell'aula a fianco, decine di ragazze e ragazzi urlavano e soffrivano assieme, guardando Buffon, Cannavaro e Totti. Qualcun altro, invece, dissertava su Margarethe Von Trotta e il suo cinema. Arrivare in tempo per il rigore procurato da Grosso e trasformato dal Pupone fu il vero colpaccio di giornata.
Il 26 giugno cade in quel periodo dove la luce del giorno si distende come le ali dell'albatross in volo, e il tepore della sera culla le nostre anime bisognose di sogni.
Ho scelto il 26 giugno per iniziare una piccola avventura, questo blog, per commentare gli sport che amo e seguire, con un racconto, i miei beniamini. Senza fanatismo, ma con le armi della lingua italiana (sempre sia lodata!).
Citando uno dei miei autori preferiti, Murakami Haruki: "Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle".