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lunedì 4 luglio 2011

Calcioscommesse 2011, parte la giustizia sportiva

Con l'inizio degli interrogatori da parte del procuratore Palazzi, la giustizia sportiva muove i suoi primi passi ufficiali nella vicenda "calcioscommesse 2011". Se ne era parlato tantissimo, un mese fa, poi la cosa è rimasta sottotraccia, forse per l'enorme clamore iniziale.
Oggi torna alla ribalta, perché la giustizia sportiva ha tempi ristretti, solo due gradi di giudizio, e rispetto alla giustizia ordinaria i modi sono un po' differenti.

Ciò che potrebbe succedere, dal deferimento di società e tesserati, a penalizzazioni e revisione dei quadri di serie A, B e Lega Pro, è tutto da vedere. All'inizio sembrava tutto circoscritto alle serie minori, poi sono partiti i nomi più importanti; regna grande incertezza sull'esito conclusivo, e si sa che tra ricorsi e reclami nulla è scontato.

Resta però un dubbio, che non può non essere sciolto dalle indagini di Palazzi. Il coinvolgimento delle società maggiori deve essere chiarito o smentito, per far ripartire la stagione senza ombre. La serie A, con Calciopoli, ha già patito enormemente, a livello di credibilità, e soluzioni di compromesso non potrebbero che peggiorare la situzione.

Allo stesso modo, quest'inchiesta, unita alle tante difficoltà economiche di molte società di Lega Pro, può essere l'occasione per realizzare un obiettivo che sottoscriverei pienamente, lo sfoltimento del numero delle squadre professionistiche. Sarebbe un primo passo per ridimensionare il nostro calcio, sul piano dei debiti e della credibilità.