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domenica 26 giugno 2011

Wimbledon Ladies' Singles

Tamira Paszek e Marion Bartoli: due nomi di origine molto distante, ma accumunati nel delitto delle speranze italiane, nel tabellone femminile di Wimbledon 2011. La prima, austriaca di passaporto ma cocktail di nazionalità per quel che riguarda i cromosomi, ha fatto fuori Francesca Schiavone, finalista dell'ultimo Roland Garros e principale speranza italiana per The Championship. La seconda, di chiare origini nostrane, ha battuto Flavia Pennetta, in un match che la brindisina avrebbe potuto e dovuto chiudere, quando si è trovata in vantaggio 5-3 al terzo set. Per giunta, Bartoli e Paszek hanno compiuto il misfatto sullo stesso campo, il numero 12, e a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Adesso, per l'austriaca ci sarà Ksenia Pervak, outsider russa che finora non ha sbagliato un colpo, mentre per l'isterica transalpina l'impegno sarà decisamente più tosto, dovendo incontrare Serena Williams, sul court number 1.

Per le nostre eroine, resta il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Soprattutto per la Schiavone, che aveva decisamente un'avversaria più abbordabile, rispetto a quello della Pennetta, e avrebbe poi trovato un'altra tennista di ranking inferiore, al turno successivo. Il terzo set, però, ha messo in evidenza una Leonessa meno grintosa e determinata che a Parigi e in altre occasioni. Il continuo rincorrersi con la Paszek ha preannunciato una sconfitta che, per noi tifosi, lascia davvero l'amaro in bocca. Sulla Pennetta, ho già detto che al terzo set la qualificazione era nelle sue mani, ma cosa avrei dato per vedere un po' più di fiducia sul volto di Flavia e un po' più di scoramento su quello dell'antipatica francese...

Per il resto, poche sorprese. Anche qui, due nomi su tutti: Tsetana Pironkova, bulgara che ha eliminato (udite udite) Vera Zvonareva, comunque mai apparsa ai suoi livelli in questo torneo, e Sabine Lisicki, che con un grande match ha eliminato l'altra finalista dell'ultimo Roland Garros, la cinese Na Li. La Pironkova può far sudare Venus Williams, la cui potenza, però, sembra essere intatta nonostante il lungo stop. La tedesca Lisicki, invece, può giocarsi tutte le sue carte contro Petra Cetkovska, e mi auguro passi il turno.

Sullo stesso campo di Lisicki-Cetkovska, andrà in scena Kvitova-Wickmayer, e qui sto con la belga, che mi ha fatto un'ottima impressione al secondo e terzo turno.

Per salire di qualche gradino il ranking, Maria Sharapova affronterà l'altra cinese, Shuai Peng, e le sorprese potrebbero non mancare. Se la Peng zittisse gli urli da arpia della bella Maria, forse il risultato avrebbe del clamoroso, ma mai quanto un'eventuale vittoria di Dominika Cibulkova su Caroline Wozniacki, attuale numero 1 WTA. La polacco-danese è in buonissima forma, e ha lasciato pochi games per strada alle avversarie, senza perdere neanche un set: come a dire, "se sono numero uno non è un caso".

Chiudo con la mia preferita, Viktoria Azarenka.

La bielorussa ha faticato contro Daniela Hantuchova, battuta 6-3, 3-6, 6-2. Il loro è stato un bel match, tra una vecchia volpe, come la slovacca, e un'emergente che però non ha ancora mai raggiunto le semifinali di uno slam. Quella contro Nadia Petrova sarà una prova di maturità per Vika: la russa è un'habituè di queste parti del tabellone, senza però aver mai trovato l'acuto decisivo. Il mio auspicio, tuttavia, è che sia l'anno della Azarenka, e si confermi il trend positivo che l'ha vista giungere, per la prima volta, agli ottavi di finale sull'erba magica di Wimbledon.