Visualizzazione post con etichetta igo volley. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta igo volley. Mostra tutti i post

domenica 2 ottobre 2011

Due delusioni dannatamente diverse

Doveva essere il weekend dei sogni, per l'azzurro ovale e per quello sotto rete.
L'Italrugby, stamane, poteva realizzare il sogno di accedere ai quarti di finale della Rugby World Cup 2011, affrontando l'Irlanda in un vero e proprio spareggio.
L'Italvolley (al femminile) si è giocato ieri, in semifinale contro la Germania, la possibilità di uno storico tris ai Campionati Europei.
E' finita male, sia ieri pomeriggio che stamattina. E' finita con due delusioni, così dannatamente diverse tra loro, eppure uguali, per l'amaro che hanno lasciato in bocca ai tifosi italiani.

Tremendo il ko subito dalle ragazze di Barbolini contro le teutoniche del "Bruto" Guidetti. Tu quoque, mein Sohn, ed è 3-0 per la Kozuch e compagne. 25-22, 25-22, 25-17, inappellabile. L'Italia è mancata un po' dovunque, ma pauroso è stato il confronto tra i due muri: perfetto quello tedesco, inefficace quello italiano. Un peccato, soprattutto perché le nostre ragazze avevano mostrato un grande stato di forma contro l'Olanda, nei quarti. Resta la finalina contro la Turchia, per conquistare un bronzo di rimpianti.

In Nuova Zelanda, invece, c'era da capire se il ciclo di Mallett con la nazionale italiana si sarebbe concluso contro l'Irlanda, oppure nei quarti di finale, per uno storico risultato.
Gli azzurri hanno resistito nel primo tempo, ci hanno creduto, finché l'Irlanda non ha segnato quelle due mete ad un'Italia in imbarazzo evidente. Le buone cose della prima frazione sono evaporate, qualche scelta di Mallett che può far discutere, in generale la mentalità e la concentrazione iniziale sono svanite. Asfaltati dai verdi, addio quarti di finale, addio Mallett. Si chiude un capitolo, si volta pagina, ma l'impressione è che sarebbe bastato poco di più per scrivere la storia.

Se ne vanno due sogni. Per il volley femminile, era l'occasione di centrare un tris, con la consapevolezza del talento di un gruppo già vincente. Eppure inspiegabile è stato l'atteggiamento della Piccinini e compagne, sempre sotto nel punteggio, sempre a inseguire, mai davvero in partita.
Per il rugby, l'appuntamento è rimandato di quattro anni, ma la strada è lunga e piena di incognite. Resta lo stato a dir poco preoccupante dei nostri sport di squadra, che, tolte le nazionali di pallanuoto e baseball, non vincono più da nessuna parte.

mercoledì 21 settembre 2011

(i)Go! Genova Volley! (i)Go!


Dall'universale al particolare, giocando, per una volta, in casa.

Esiste una terza squadra, a Genova: pochi se ne saranno accorti, a stare dietro le peripezie di Samp e Genoa. Probabilmente, perché non giocano in 11 ma in 6, e di norma non calciano la palla, ma la colpiscono con le mani.

Sto parlando dell'IGO Volley Genova, o Carige Genova, o Pallavolo Genova. Comunque la vogliate chiamare, va bene; anzi, benissimo, perché ha riportato la pallavolo genovese (e ligure) tra i pro, in serie A2.

Gli obiettivo sono quanto meno ambiziosi: salire ancora di categoria (e già nella passata stagione si sarebbe potuto fare), e avere un palazzetto dello sport dove cullare i propri sogni e macinare gli avversari.

Ecco, il tasto dolente, il campo di casa. Il palazzetto del Lago Figoi, nel ponente cittadino, una struttura (pur ammodernata) non all'altezza, nemmeno della A2. Ricordo che già quando avevo 15 anni e mi recavo lì per le lezioni di nuoto, sembrava di andare in punizione, e non a fare sport.

Genova non ha un vero e proprio palazzetto dello sport, si può dire che non l'abbia mai avuto. Il Padiglione S della fiera si è sempre prestato bene al Salone Nautico Internazionale, ma quasi mai allo sport professionistico. Nelle rare occasioni, gli evidenti limiti della struttura, dispersiva e antiquata, tarpavano le ali agli eventi.
Da qualche anno c'è il Palafiumara, nelle sue varie declinazioni commerciali. Anche qui, però, lo sport non è di casa: la direzione della struttura punta più sullo spettacolo, e la conformazione di arena e tribune ha poco a che vedere con basket, volley e quant'altro.

Restano i sogni. Come per lo stadio all'aeroporto, così per un nuovo palazzetto dello sport, tutto si gioca nell'anima più profonda della città. Modernità, rischio, investimento? Conservazione, prudenza, immobilismo? A Genova si gioca, a calcio e a pallavolo, ma sempre poco il rinnovamento e il futuro.