Doveva essere il weekend dei sogni, per l'azzurro ovale e per quello sotto rete.
L'Italrugby, stamane, poteva realizzare il sogno di accedere ai quarti di finale della Rugby World Cup 2011, affrontando l'Irlanda in un vero e proprio spareggio.
L'Italvolley (al femminile) si è giocato ieri, in semifinale contro la Germania, la possibilità di uno storico tris ai Campionati Europei.
E' finita male, sia ieri pomeriggio che stamattina. E' finita con due delusioni, così dannatamente diverse tra loro, eppure uguali, per l'amaro che hanno lasciato in bocca ai tifosi italiani.
Tremendo il ko subito dalle ragazze di Barbolini contro le teutoniche del "Bruto" Guidetti. Tu quoque, mein Sohn, ed è 3-0 per la Kozuch e compagne. 25-22, 25-22, 25-17, inappellabile. L'Italia è mancata un po' dovunque, ma pauroso è stato il confronto tra i due muri: perfetto quello tedesco, inefficace quello italiano. Un peccato, soprattutto perché le nostre ragazze avevano mostrato un grande stato di forma contro l'Olanda, nei quarti. Resta la finalina contro la Turchia, per conquistare un bronzo di rimpianti.
In Nuova Zelanda, invece, c'era da capire se il ciclo di Mallett con la nazionale italiana si sarebbe concluso contro l'Irlanda, oppure nei quarti di finale, per uno storico risultato.
Gli azzurri hanno resistito nel primo tempo, ci hanno creduto, finché l'Irlanda non ha segnato quelle due mete ad un'Italia in imbarazzo evidente. Le buone cose della prima frazione sono evaporate, qualche scelta di Mallett che può far discutere, in generale la mentalità e la concentrazione iniziale sono svanite. Asfaltati dai verdi, addio quarti di finale, addio Mallett. Si chiude un capitolo, si volta pagina, ma l'impressione è che sarebbe bastato poco di più per scrivere la storia.
Se ne vanno due sogni. Per il volley femminile, era l'occasione di centrare un tris, con la consapevolezza del talento di un gruppo già vincente. Eppure inspiegabile è stato l'atteggiamento della Piccinini e compagne, sempre sotto nel punteggio, sempre a inseguire, mai davvero in partita.
Per il rugby, l'appuntamento è rimandato di quattro anni, ma la strada è lunga e piena di incognite. Resta lo stato a dir poco preoccupante dei nostri sport di squadra, che, tolte le nazionali di pallanuoto e baseball, non vincono più da nessuna parte.

