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martedì 13 settembre 2011
Nella notte, di nuovo Nole
Mi rendo conto perfettamente della ripetitività di un gesto, l'esaltazione di Novak Djokovic, che riesce tanto bene ai lecchini quanto ai sinceri ammiratori.
Tuttavia, trovo necessario restituire la grandezza di Nole formato 2011. Non so se c'entri la dieta, il crollo di King Roger o il crampo mediatico di Nadal. Quest'anno il serbo, per anni indicato come il più simpatico tra i più forti, ma non il più vincente, ha riscritto i record e le gerarchie. E molto più della classifica ATP, conta quel dato, impressionante quanto preciso: due sole sconfitte, per mano di Federer (semifinale, al Roland Garros) e di Murray (finale a Toronto). Per il resto, solo vittorie, vittorie, vittorie.
Nulla meglio della faccia di Rafael Nadal, dopo la conclusione delle due finali, a Wimbledon e a Flushing Meadows, può raccontare lo scacco matto subito dal maiorchino. Proprio lui, che si era trovato dall'altra parte della rete, a vincere tre slam su quattro nel 2010, ha perso lo scettro nel giro di dodici mesi.
A Djokovic non resta che bissare il successo ottenuto lo scorso anno in Coppa Davis, al fianco di Tipsarevic, Troicki e Zijmonic, e a quel punto sarà leggenda, consacrata nell'anno del Signore 2011.
Per chi lo ha amato da subito, dai suoi esordi pepati nei Master 1000 passando per il trionfo su Tsonga all'Australian Open 2008, resterà per sempre Nole, genio slavo e braccio d'acciaio.
domenica 3 luglio 2011
Wimbledon Gentlemen's Singles - The Final
Novak Djokovic ce l'ha fatta: battendo Rafael Nadal (6-4, 6-1, 1-6, 6-3) ha conquistato il suo primo titolo sull'erba, sul palcoscenico più prestigioso, quello di Wimbledon. Per il serbo è il terzo titolo in uno slam, dopo i due ottenuti a Melbourne nel 2008 e 2011.
Da domani Djokovic sarà il nuovo numero 1 del ranking ATP, in virtù di una strepitosa striscia di vittorie nell'anno solare 2011, ben 43 in 44 incontri. La sconfitta nelle semifinali del Roland Garros, per mano di Federer, interruppe il ciclo, ripreso però a Londra, con altre 7 affermazioni consecutive, arrivando a 50 su 51 incontri.
L'ultima di queste è proprio quella odierna contro Nadal. L'equilibrio del primo set è stato spezzato proprio nel game decisivo, sul 5-4 per il serbo. Il contraccolpo psicologico per lo spagnolo è stato forte, al punto da fargli cedere di schianto nel secondo set. Il 6-1 conquistato da Djokovic si è però ribaltato a specchio, in favore di Rafa, durante il terzo set. E' stato l'unico momento della finale in cui il maiorchino è sembrato davvero poter dominare sull'avversario, che nel frattempo, complice forse un calo di concentrazione, ha iniziato a piazzare malamente il suo dritto. Il calo di Djokovic però non è bastato a Nadal, che ha dovuto nuovamente inseguire nel quarto e decisivo set, venendo breakato sul 4-3 per il serbo. La vittoria era a portata di servizio, e Nole non ha sbagliato, potendo così alzare le braccia al cielo di Londra.
La chiave dell'incontro può essere nell'inefficacia di alcuni colpi di Nadal contro Djokovic, unico giocatore del circuito a difendere bene quanto lo spagnolo. Ma è pur vero che gli angoli spolverati dal serbo hanno fatto tremare il mancino di Manacor, spesso in affanno a respingere la palla. Di sicuro, la proverbiale veemenza dei colpi di Nadal oggi ha ceduto il passo ad una più compassata serie di risposte. Viceversa, fatto salvo il terzo set vacanziero, Djokovic ha picchiato forte e azzeccato quasi tutte le traiettorie.
La classifica mondiale ha un nuovo dominatore, dunque, ed era dal 2004 che lassù in cima non spuntava un nome diverso da quelli di Roger Federer e Rafa Nadal. In attesa della definitiva consacrazione di Andy Murray, il tennis mondiale attuale può contare su almeno tre fenomeni, da domani pronti a giocarsi alla pari i principali tornei. Domani, per Roger e per Rafa, sarà un altro giorno. Forse invece per Nole sarà un dolce prolungamento del meritato trionfo odierno.
Da domani Djokovic sarà il nuovo numero 1 del ranking ATP, in virtù di una strepitosa striscia di vittorie nell'anno solare 2011, ben 43 in 44 incontri. La sconfitta nelle semifinali del Roland Garros, per mano di Federer, interruppe il ciclo, ripreso però a Londra, con altre 7 affermazioni consecutive, arrivando a 50 su 51 incontri.
L'ultima di queste è proprio quella odierna contro Nadal. L'equilibrio del primo set è stato spezzato proprio nel game decisivo, sul 5-4 per il serbo. Il contraccolpo psicologico per lo spagnolo è stato forte, al punto da fargli cedere di schianto nel secondo set. Il 6-1 conquistato da Djokovic si è però ribaltato a specchio, in favore di Rafa, durante il terzo set. E' stato l'unico momento della finale in cui il maiorchino è sembrato davvero poter dominare sull'avversario, che nel frattempo, complice forse un calo di concentrazione, ha iniziato a piazzare malamente il suo dritto. Il calo di Djokovic però non è bastato a Nadal, che ha dovuto nuovamente inseguire nel quarto e decisivo set, venendo breakato sul 4-3 per il serbo. La vittoria era a portata di servizio, e Nole non ha sbagliato, potendo così alzare le braccia al cielo di Londra.
La chiave dell'incontro può essere nell'inefficacia di alcuni colpi di Nadal contro Djokovic, unico giocatore del circuito a difendere bene quanto lo spagnolo. Ma è pur vero che gli angoli spolverati dal serbo hanno fatto tremare il mancino di Manacor, spesso in affanno a respingere la palla. Di sicuro, la proverbiale veemenza dei colpi di Nadal oggi ha ceduto il passo ad una più compassata serie di risposte. Viceversa, fatto salvo il terzo set vacanziero, Djokovic ha picchiato forte e azzeccato quasi tutte le traiettorie.
La classifica mondiale ha un nuovo dominatore, dunque, ed era dal 2004 che lassù in cima non spuntava un nome diverso da quelli di Roger Federer e Rafa Nadal. In attesa della definitiva consacrazione di Andy Murray, il tennis mondiale attuale può contare su almeno tre fenomeni, da domani pronti a giocarsi alla pari i principali tornei. Domani, per Roger e per Rafa, sarà un altro giorno. Forse invece per Nole sarà un dolce prolungamento del meritato trionfo odierno.
sabato 2 luglio 2011
Wimbledon Gentlemen's Singles - Semifinals
La finale maschile di Wimbledon 2011 si disputerà tra Rafael Nadal e Novak Djokovic.
I primi due giocatori del ranking mondiale, che da lunedì invertiranno le loro posizioni in favore del serbo, hanno dato prova delle loro capacità contro due avversari comunque di altissimo livello come Andy Murray e Jo-Wilfried Tsonga.
Djokovic ha avuto la meglio dopo poco più di tre ore di gioco, evitando di cadere nella sindrome da camomilla di Federer, che colpì lo svizzero al terzo set contro Tsonga. In vantaggio di due set, Nole ha perso al tie-break dopo aver avuto due palle match, su servizio dell'avversario. Nel quarto set, però, il serbo è scappato subito con un break, e il risultato finale rispecchia i valori in campo, rendendo l'onore delle armi al francese: 7-6 6-2 6-7 6-3. Bravo Tsonga, un vero acrobata della racchetta, in grado di infiammare il compostissimo pubblico britannico.
Pubblico che, nella semifinale seguente, era tutto per Andy Murray. Lo scozzese, anche questa volta giunto al penultimo atto di Wimbledon, si è dovuto arrendere alla classe e alla potenza di Rafa Nadal. Eppure Murray aveva iniziato bene, con un servizio costante e perfetto, assicurandosi il primo set per sette giochi a cinque.
Ma dal secondo, nonostante un sostanziale equilibrio di partenza, Nadal ha preso in mano il match, breakando sul due pari, e imponendo da lì in avanti il suo gioco dinamico e potente. Il mancino di Manacor ha portato a casa i tre successivi set (6-2, 6-2, 6-4), vistando il proprio passaporto per la quinta finale sull'erba più prestigiosa.
Ammetto che una finale Djokovic-Murray mi avrebbe stuzzicato molto, e grande sarebbe stata l'indecisione su chi tifare tra il serbo e lo scozzese. Al di là dei gusti personali, però, una finale Djokovic-Nadal garantisce equilibrio e spettacolo, specie pensando alle ripetute vittorie del primo sul secondo, nei recenti confronti diretti. La posizione numero uno del ranking è data da criteri matematici, il titolo a Wimbledon dalle proprie capacità tennistiche: senza guardare le classifiche, domenica sera sapremo chi davvero è il numero uno mondiale.
I primi due giocatori del ranking mondiale, che da lunedì invertiranno le loro posizioni in favore del serbo, hanno dato prova delle loro capacità contro due avversari comunque di altissimo livello come Andy Murray e Jo-Wilfried Tsonga.
Djokovic ha avuto la meglio dopo poco più di tre ore di gioco, evitando di cadere nella sindrome da camomilla di Federer, che colpì lo svizzero al terzo set contro Tsonga. In vantaggio di due set, Nole ha perso al tie-break dopo aver avuto due palle match, su servizio dell'avversario. Nel quarto set, però, il serbo è scappato subito con un break, e il risultato finale rispecchia i valori in campo, rendendo l'onore delle armi al francese: 7-6 6-2 6-7 6-3. Bravo Tsonga, un vero acrobata della racchetta, in grado di infiammare il compostissimo pubblico britannico.
Pubblico che, nella semifinale seguente, era tutto per Andy Murray. Lo scozzese, anche questa volta giunto al penultimo atto di Wimbledon, si è dovuto arrendere alla classe e alla potenza di Rafa Nadal. Eppure Murray aveva iniziato bene, con un servizio costante e perfetto, assicurandosi il primo set per sette giochi a cinque.
Ma dal secondo, nonostante un sostanziale equilibrio di partenza, Nadal ha preso in mano il match, breakando sul due pari, e imponendo da lì in avanti il suo gioco dinamico e potente. Il mancino di Manacor ha portato a casa i tre successivi set (6-2, 6-2, 6-4), vistando il proprio passaporto per la quinta finale sull'erba più prestigiosa.
Ammetto che una finale Djokovic-Murray mi avrebbe stuzzicato molto, e grande sarebbe stata l'indecisione su chi tifare tra il serbo e lo scozzese. Al di là dei gusti personali, però, una finale Djokovic-Nadal garantisce equilibrio e spettacolo, specie pensando alle ripetute vittorie del primo sul secondo, nei recenti confronti diretti. La posizione numero uno del ranking è data da criteri matematici, il titolo a Wimbledon dalle proprie capacità tennistiche: senza guardare le classifiche, domenica sera sapremo chi davvero è il numero uno mondiale.
mercoledì 29 giugno 2011
Wimbledon Gentlemen's Singles - Quarterfinals
Nel film "Trainspotting", al protagonista Renton veniva illustrata, dal suo amico Sick Boy, un'illuminante teoria sulla vita umana. Riassumendo, chiunque abbia talento, invecchiando non può che perderlo, o per lo meno decadere nella sua espressione. A quella scena del film mi è venuto da pensare, seguendo l'odierna caduta di King Roger Federer, detronizzato (forse per sempre) da Jo-Wilfried Tsonga.
Federer è andato in vantaggio per due set a zero, ma alla fine del secondo era già evidente la sua fatica nel tenere il controllo del match. Per carità, onore a Tsonga, autore di una prova maiuscola, condita dal solito gioco dinamico e potente. Roger ha spezzato il cuore dei suoi tifosi, me compreso, che lo vedevano già sollevare il trofeo dorato per la settima volta. Ma non c'è stato niente da fare, i segnali dei due turni precedenti erano chiari, e oggi si sono concretizzati. Tre volte battuto 6-4 dal francesone, e l'eliminazione più clamorosa è stata servita.
Curioso che quello tra Federer e Tsonga sia stato l'unico incontro ad arrivare al quinto set. Degli altri tre quarti, il più rapido è stato quello tra il beniamino di casa Andy Murray, sbarazzatosi di Lopez con un secco 6-3, 6-3, 6-4. Il gossip sembra dover a tutti i costi attorniare il povero Andy: se prima del match c'erano i pettegolezzi su sua madre Judy e lo stesso Feliciano, ora non si può che attendere qualche altra "notizia" rosa, data la presenza di Pippa Middleton sulle tribune del Centre Court.
Bernard Tomic ha confermato di poter diventare uno dei giocatori più forti del circuito. La sua partita contro Novak Djokovic, vittorioso per 6-2, 3-6, 6-3, 7-5, è stata lo specchio di un torneo giocato da sfavorito, ma con coraggio e classe da vendere. Nel secondo set, complice forse qualche passaggio a vuoto di troppo del serbo, il giovane Bernie ha mostrato colpi efficaci, oltre che utili per pareggiare il conto dei set. Nel terzo avrebbe dovuto fare la differenza, e non l'ha fatta: non si può dimenticare, tuttavia, che di fronte aveva Djokovic, possibile numero 1 a fine torneo. Nole è sempre Nole, anche e soprattutto quando si arrabbia (con sè stesso) per colpi sbagliati e soluzioni scontate. Affronterà proprio Tsonga, battuto agli Australian Open del 2008, e da allora (altri 5 confronti diretti) mai più.
Infine, colui il quale re lo è diventato per diritto acquisito sul campo. Rafael Nadal ha regolato Mardy Fish 6-3, 6-3, 5-7, 6-4. Forse qualche brivido di troppo per il maiorchino, che nel terzo set ha subito, senza avere mai la palla del match. Anzi, complimenti a Fish, che pur soccombendo ad inizio incontro, ha tenuto alto il livello del suo tennis, facendo sudare lo spagnolo fino all'ultimo.
Adesso le semifinali: Tsonga-Djokovic e Murray-Nadal. Facile dire che Rafa è l'indiziato numero uno per riconquistare il titolo, ma come non concedere a chi gioca in casa qualche possibilità di vittoria? Murray non ha mai raggiunto quell'affermazione che lo consacrerebbe, e forse libererebbe dai complessi che lo attanagliano, e se non sarà per quest'anno, scommetto sarà il prossimo.
Dall'altra parte, due granatieri affamati e tenaci, ed entrambi in grado di far soffrire Nadal nell'eventuale ultimo atto. Insomma, il cerchio si stringe, e gli highlanders dell'erba si preparano alle battaglie conclusive.
Mi resta un pizzico di rammarico, però: lo spettacolo sarà stellare comunque, ma con Roger Federer tra gli ultimi quattro, sarebbe stato galattico.
Federer è andato in vantaggio per due set a zero, ma alla fine del secondo era già evidente la sua fatica nel tenere il controllo del match. Per carità, onore a Tsonga, autore di una prova maiuscola, condita dal solito gioco dinamico e potente. Roger ha spezzato il cuore dei suoi tifosi, me compreso, che lo vedevano già sollevare il trofeo dorato per la settima volta. Ma non c'è stato niente da fare, i segnali dei due turni precedenti erano chiari, e oggi si sono concretizzati. Tre volte battuto 6-4 dal francesone, e l'eliminazione più clamorosa è stata servita.
Curioso che quello tra Federer e Tsonga sia stato l'unico incontro ad arrivare al quinto set. Degli altri tre quarti, il più rapido è stato quello tra il beniamino di casa Andy Murray, sbarazzatosi di Lopez con un secco 6-3, 6-3, 6-4. Il gossip sembra dover a tutti i costi attorniare il povero Andy: se prima del match c'erano i pettegolezzi su sua madre Judy e lo stesso Feliciano, ora non si può che attendere qualche altra "notizia" rosa, data la presenza di Pippa Middleton sulle tribune del Centre Court.
Bernard Tomic ha confermato di poter diventare uno dei giocatori più forti del circuito. La sua partita contro Novak Djokovic, vittorioso per 6-2, 3-6, 6-3, 7-5, è stata lo specchio di un torneo giocato da sfavorito, ma con coraggio e classe da vendere. Nel secondo set, complice forse qualche passaggio a vuoto di troppo del serbo, il giovane Bernie ha mostrato colpi efficaci, oltre che utili per pareggiare il conto dei set. Nel terzo avrebbe dovuto fare la differenza, e non l'ha fatta: non si può dimenticare, tuttavia, che di fronte aveva Djokovic, possibile numero 1 a fine torneo. Nole è sempre Nole, anche e soprattutto quando si arrabbia (con sè stesso) per colpi sbagliati e soluzioni scontate. Affronterà proprio Tsonga, battuto agli Australian Open del 2008, e da allora (altri 5 confronti diretti) mai più.
Infine, colui il quale re lo è diventato per diritto acquisito sul campo. Rafael Nadal ha regolato Mardy Fish 6-3, 6-3, 5-7, 6-4. Forse qualche brivido di troppo per il maiorchino, che nel terzo set ha subito, senza avere mai la palla del match. Anzi, complimenti a Fish, che pur soccombendo ad inizio incontro, ha tenuto alto il livello del suo tennis, facendo sudare lo spagnolo fino all'ultimo.
Adesso le semifinali: Tsonga-Djokovic e Murray-Nadal. Facile dire che Rafa è l'indiziato numero uno per riconquistare il titolo, ma come non concedere a chi gioca in casa qualche possibilità di vittoria? Murray non ha mai raggiunto quell'affermazione che lo consacrerebbe, e forse libererebbe dai complessi che lo attanagliano, e se non sarà per quest'anno, scommetto sarà il prossimo.
Dall'altra parte, due granatieri affamati e tenaci, ed entrambi in grado di far soffrire Nadal nell'eventuale ultimo atto. Insomma, il cerchio si stringe, e gli highlanders dell'erba si preparano alle battaglie conclusive.
Mi resta un pizzico di rammarico, però: lo spettacolo sarà stellare comunque, ma con Roger Federer tra gli ultimi quattro, sarebbe stato galattico.
Wimbledon Gentlemen's Singles - 4th Round
Nessun temporale sul tabellone maschile di Wimbledon. I Fab Four sono riusciti, ciascuno a suo modo, a staccare il biglietto per i Quarterfinals, e naturalmente ci sono ottime possibilità che le semifinali siano proprio Nadal-Murray e Federer-Djokovic.
Tuttavia, in questo 125° Championship, le previsioni (specialmente le mie) non si realizzano sempre, e comunque non in modo scontato. Lo ha dimostrato l’incontro tra Fish e Berdych: l’americano, da me dato perdente, ha stracciato in tre set la pertica ceca, finalista lo scorso anno contro Nadal.
E a proposito di spilungoni, quanto ha lottato Juan Martin Del Potro! Contro Rafa Nadal, non sono mancate emozioni e asprezze. L’argentino ha un suo caratterino niente male, e vedendo lo spagnolo in difficoltà (infortunio in apertura d’incontro) ha cercato in tutti i modi di sfruttare lo spiraglio, provando anche a portare il pubblico dalla sua parte con qualche esultanza. Del Potro ha giocato davvero un bel match, e solo un grande Rafa, miracolosamente rinfrancato dall’intervento del fisioterapista, è riuscito a fare suoi il terzo e quarto set.
Molto più tranquilli Djokovic e Murray, che hanno liquidato (loro sì) in tre set i francesi Llodra e Gasquet. Nole è parso molto più solido, rispetto all’incontro con Baghdatis, e lo stesso si può dire di Murray rispetto al turno contro Ljubicic. Anche l’astro nascente Bernard Tomic ha confermato il suo momento d’oro, liquidando il belga Malisse, mai apparso pericoloso in questo passaggio. Per l'australiano, c'è proprio Nole Djokovic, in un incontro particolare viste le comuni origini slave dei due.
A proposito di incroci strani, Murray affronterà proprio quel Feliciano Lopez, i cui scambi di tweet con la mamma di Andy hanno fatto tanto discutere. Lopez ha battuto al quinto set Kubot (e stavolta ci ho azzeccato!), giocando però molto male i primi due set, e reagendo solo ad un passo dal baratro. Viene da chiedersi, a questo punto, se la signora Murray tiferà per il pargolo o per "Deliciano"...
Pure Tsonga ha staccato il biglietto per i quarti, dominando contro il terzo iberico, "Ferru" Ferrer, battuto 6-3, 6-4, 7-6. Per il francese, si staglia all'orizzonte la regale figura di Roger Federer. Sua Maestà, tuttavia, continua a farmi preoccupare. Complice un bravissimo Youzhny, l'elvetico ha ceduto il primo set, per poi raddrizzare l'incontro con tutta la sua classe, sfoderando ogni tipo di colpo di cui è capace, ivi compreso il famoso colpo tra le gambe. Contro Tsonga ci sarà poco da scherzare, perché per tornare a sedersi sul trono non si dovrà avere alcuna esitazione.
Tuttavia, in questo 125° Championship, le previsioni (specialmente le mie) non si realizzano sempre, e comunque non in modo scontato. Lo ha dimostrato l’incontro tra Fish e Berdych: l’americano, da me dato perdente, ha stracciato in tre set la pertica ceca, finalista lo scorso anno contro Nadal.
E a proposito di spilungoni, quanto ha lottato Juan Martin Del Potro! Contro Rafa Nadal, non sono mancate emozioni e asprezze. L’argentino ha un suo caratterino niente male, e vedendo lo spagnolo in difficoltà (infortunio in apertura d’incontro) ha cercato in tutti i modi di sfruttare lo spiraglio, provando anche a portare il pubblico dalla sua parte con qualche esultanza. Del Potro ha giocato davvero un bel match, e solo un grande Rafa, miracolosamente rinfrancato dall’intervento del fisioterapista, è riuscito a fare suoi il terzo e quarto set.
Molto più tranquilli Djokovic e Murray, che hanno liquidato (loro sì) in tre set i francesi Llodra e Gasquet. Nole è parso molto più solido, rispetto all’incontro con Baghdatis, e lo stesso si può dire di Murray rispetto al turno contro Ljubicic. Anche l’astro nascente Bernard Tomic ha confermato il suo momento d’oro, liquidando il belga Malisse, mai apparso pericoloso in questo passaggio. Per l'australiano, c'è proprio Nole Djokovic, in un incontro particolare viste le comuni origini slave dei due.
A proposito di incroci strani, Murray affronterà proprio quel Feliciano Lopez, i cui scambi di tweet con la mamma di Andy hanno fatto tanto discutere. Lopez ha battuto al quinto set Kubot (e stavolta ci ho azzeccato!), giocando però molto male i primi due set, e reagendo solo ad un passo dal baratro. Viene da chiedersi, a questo punto, se la signora Murray tiferà per il pargolo o per "Deliciano"...
Pure Tsonga ha staccato il biglietto per i quarti, dominando contro il terzo iberico, "Ferru" Ferrer, battuto 6-3, 6-4, 7-6. Per il francese, si staglia all'orizzonte la regale figura di Roger Federer. Sua Maestà, tuttavia, continua a farmi preoccupare. Complice un bravissimo Youzhny, l'elvetico ha ceduto il primo set, per poi raddrizzare l'incontro con tutta la sua classe, sfoderando ogni tipo di colpo di cui è capace, ivi compreso il famoso colpo tra le gambe. Contro Tsonga ci sarà poco da scherzare, perché per tornare a sedersi sul trono non si dovrà avere alcuna esitazione.
domenica 26 giugno 2011
Wimbledon Gentlemen's singles

Seguire Wimbledon è un piacere di per sè. Seguire Wimbledon per professione è qualcosa di meraviglioso. A me è capitata la fortuna di occuparmene, proprio quest'anno.
Ammetto subito il mio debole per King Roger Federer, per la sua straordinarietà in campo quanto per la sua normalità una volta posata la racchetta. King Roger, in questa settimana, mi è però piaciuto fino ad un certo punto. In particolare, contro un acciaccato Nalbandian, al terzo turno, ha mancato una serie di match point preoccupanti. Certo, la sua classe e la sua attitudine a dominare sull'erba lo pongono ancora una volta nel ruolo di favorito, ma molto dipenderà, secondo me, dal match contro Youzhny. Dovesse accusare ancora qualche colpo a vuoto, inizierei a preoccuparmi.
Rafa Nadal è la solita macchinetta respingente, per quanto questa definizione sembri limitare i suoi meriti e il suo talento nell'imporre gioco. Tuttavia, vederlo giocare ed arrivare sempre su tutti i colpi dell'avversario, come contro Muller, è quasi irritante, specie a mettersi nei panni del malcapitato di turno. Il suo prossimo avversario, Del Potro, è uno dei pochi in circolazione ad aver vinto uno slam al di fuori degli storici duellanti, e ha già battuto diverse volte il maiorchino, prima di infortunarsi nel 2010. Nel dubbio, sto con l'argentino.
Novak Djokovic è sicuramente uno dei miei preferiti, nel circuito ATP. Forse, dopo Federer, il mio preferito, ma sottolineo il forse. Ha giocato bene i primi due turni, ma appena ha visto Baghdatis sono riaffiorati vecchi difetti, soprattutto mentali. Quest'anno Nole sta facendo cose strepitose, e trovo difficile pensarlo fuori dai semifinalisti di questo Championship. Però Llodra, suo prossimo avversario, sta tornando ad alti livelli, e sono curiosissimo di seguire il loro incontro.
C'è poi l'enfant du pays, Andy Murray. Di lui si parla in ogni senso: per i colpi geniali (il trick contro Ljubicic è stato puro godimento), per il carattere forse infantile, per la mamma, sempre appresso e chiacchieratissima (per qualche sms di troppo a Feliciano Lopez), e poi per la fidanzata, Kim Sears, immancabilmente inquadrata dopo ogni set point del suo boyfriend. Limitandosi al tennis, Murray, per quel che ne capisco io, potrebbe benissimo stare al livello dei top three, ma non ha continuità, e non ha ancora vinto uno Slam. Quest'anno si è sbloccato Djokovic, spero che presto tocchi a lui, magari agli US Open. Per questo Wimbledon, passi... Affronterà Gasquet, e se dovessi giocarmi un euro su uno dei due sarei davvero indeciso.
Kubot-Lopez è per me un rebus. Non ho visto giocare Kubot, e conosco poco Lopez, ma per quel poco che ho visto mi pare possa dire la sua anche ai quarti. Quanto a Ferrer-Tsonga, si tratta di due tennisti che adoro, per varie ragioni, e a naso, ma solo a naso, penso passerà il francese. Mardy Fish, contro il finalista del 2010 Tomas Berdych, mi pare non abbia grandi chances. Aggiungo solo che Berdych non ha un decimo del fascino di altri suoi più illustri connazionli tennisti del passato...
Ho tenuto per ultimo il ragazzo rivelazione del torneo, Bernard Tomic, che affronterà il belga Xavier Malisse. A quest'ultimo, ho visto capitalizzare colpi favolosi, e ci sta che possa essere il suo Wimbledon, almeno come outsider nei primi otto. Tomic, però, mi ha fatto letteralmente godere, per il suo 3-0 secco su Robin Soderling, l'antipatico per definizione. Poco importa che lo svedese avesse problemi di stomaco, il ragazzino australiano ha dimostrato di saper tenere in pugno una partita a Wimbledon, anche contro una vecchia volpe ferita. Che sia l'annuncio di un grande ritorno dei down-under del tennis? Ci spero!
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